domenica 3 novembre 2013

Firenze e i suoi Angeli...

Sono passati 47 anni, e ancora i fiorentini quando piove più del solito guardano l’Arno con sospetto. Soprattutto i vecchi che ricordano l'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966.
Essa è l'ultima di una serie di straripamenti del fiume che hanno nel corso dei secoli mutato il volto della città di Firenze.

Avvenuta nelle prime ore della notte di venerdì 4 novembre in seguito ad un'eccezionale ondata di maltempo. Il fiume si ritirò solo verso le ore 20.00 dopo aver portato panico, detriti e disastri in tutta la zona del bacino dell’Arno e dei suoi affluenti.

Fu uno dei più gravi eventi alluvionali accaduti in Italia, e causò forti danni non solo a Firenze ma in gran parte della Toscana e più in generale tutto il paese.

I danni avvenuti in una città d’arte come Firenze sono stati incalcolabili. Migliaia le opere d’arte danneggiate e i manoscritti che si trovavano nella Biblioteca Nazionale Centrale, rovinati.

Basti ricordare il Crocifisso di Cimabue, danneggiato in grandissima parte (l’80%) e ora tornato alla sua bellezza grazie a importanti lavori di restauro.

A salvare le grandi opere d’arte della Città Toscana sono stati gli “Angeli del fango”, giovani volontari giunti a Firenze da tutta Italia (e non solo) per aiutare la popolazione colpita dalla sciagura a recuperare e salvare il patrimonio artistico e culturale che altrimenti sarebbe andato perduto.


Questi giovani erano del tutto volontari, e rappresentano uno dei primi esempi di mobilitazione spontanea giovanile nel XX secolo.




sabato 2 novembre 2013

Giorni... di Natale Scarpelli


Anche Scandicci, contribuisce a un pezzettino della storia dell'emigrazione italiana in Australia. 
Natale Scarpelli, che ha presentato recentemente, qui da noi alla Libreria Caffè del Gallo, il suo nuovo libro di poesie "Cerchi nell'acqua", ci ha portato delle vecchie fotografie per raccontarci della sua avventura in terra australiana, avvenuta agli inizi degli anni '50.
Leggete le esperienze di emigrante, che sono tutt'oggi al centro del suo pensiero e della sua poesia, tutte raccontate nel libro "Australia amore mio", che trovate qui da noi.

Bonegilla, Australia, 1952

GIORNI.

Quanti ne sono passati
ed ognuno ha il suo lamento
o un suo attimo di eterno.
Dove son passate le stagioni!
Son fuggite con la brevità d’un attimo;
Dove l’ultima luce s’e consumata.
Il peso degli anni che mi chinano
nel vigor lento di quel tempo
che sempre più al tramonto va.
Lontane nel tempo,
le chiare promesse dell’alba;
ho vissuto, il mio rumoreggiare
nel vibrar d’un lampo.
Fuggite le follie del vento e
nel buio che dentro di me resta
provoca stanchezza e della notte la paura,
Quando più mesta s’é fatta l’ora
e il doman che emana luce e
il sol d’un raggio luminoso
nell’eremo del cuor dolcezza reca
e a vibrar ritorna la speranza.
E immemore ormai d,ogni pena
all’anima ridona sprazzi di luce.
Ora guardo la sontuosa ed amena lontananza
e la bellezza del ciel che nel mar si fonde
e nel riverbero s’accende pallida.
Vibra nell’aria un canto che all’intimo s’ispira,
né mai prima, splendida e serena
parve l’ora del tramonto:
E so che tutto si avvicina alla fine;
perché veglian su di noi
le divine leggi dell’universo e
il ciel sarà terso quando me ne andrò
E, se cosi io me ne andrò, voi non piangete,
se il mio cuor sarà come una vela già lontana
e il mio spirito come rondine errante
che oltre l’orizzonte cerca una nuova estate,
e ciò che resta non é che la mia immagine
che ho lasciata stanca "Su l’altra riva"
dove ho sentito vibrar la vita e
in essa ho ammirato l’ineffabile infinito e

ho udito il canto dell’universo.

Bonegilla, Australia, 1952

giovedì 31 ottobre 2013

La festa di Halloween…


Halloween è una festività di origine celtica che ha assunto le forme con cui oggi la conosciamo negli Stati Uniti e che si celebra la notte del 31 ottobre. L'usanza si è poi diffusa anche in altri paesi del mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa con la formula del dolcetto o scherzetto. Tipica della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto, così come l'emblema della zucca intagliata, derivato dal personaggio di jack-o'-lantern.

La parola Halloween è attestata la prima volta nel XVI secolo, e rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Eve, cioè la notte prima di Ognissanti. Sebbene il sintagma All Hallowssi significa in inglese antico “giorno di messa di tutti i santi”, All-Hallows-Eve non è attestato fino al 1556.

Lo sviluppo di oggetti e simboli associati ad Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l'uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le animebloccate nel Purgatorio. La rapa è stata usata tradizionalmente ad Halloween in Irlanda e Scozia, ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande – facilitando il lavoro di intaglio. La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837 ed era originariamente associata con il tempo del raccolto in generale, venendo associata specificatamente ad Halloween verso la seconda metà del Novecento.



Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror (come i romanzi Frankenstein e Dracula) e film classici dell'orrore (come Frankenstein e La mummia). Tra le primissime opere su Halloween si ritrovano quelle del poeta scozzese John Mayne che nel 1780 annotò sia gli scherzi di Halloween in "What fearfu' pranks ensue!", sia quanto di soprannaturale era associato con quella notte in "Bogies" (fantasmi), influenzando la poesia Halloween dello scrittore Robert Burns. Prevalgono anche elementi della stagione autunnale, come le zucche, le bucce del grano e gli spaventapasseri. Le case spesso sono decorate con questi simboli nel periodo di Halloween.

Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri mitologici. Nero e arancione sono i colori tradizionali di questa festa.

Fare dolcetto o scherzetto è un'usanza di Halloween. I bambini vanno travestiti di casa in casa chiedendo dolciumi e caramelle o qualche spicciolo con la domanda "Dolcetto o scherzetto?". La parola "scherzetto" è la traduzione dell'inglese "trick", una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà se non viene dato alcun dolcetto ("treat"). "Trick or treat" (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche "sacrificio o maledizione". Esiste una filastrocca inglese insegnata ai bambini delle Elementari su questa usanza.

La pratica del travestirsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna, sebbene pratiche simili per le anime dei morti sono state ritrovate anche in Sud Italia. Shakespeare menziona la pratica nella sua commedia I due gentiluomini di Verona (1593), quando Speed accusa il suo maestro di "lagnarsi come un mendicante a Hallowmas [Halloween]”.


martedì 22 ottobre 2013

Aspettando Natale...


Natale Scarpelli, nato a Firenze nel 1929, vive a Scandicci.
Dal 1952 al 1957 a vissuto e lavorato in Australia.
Il contatto con la bellezza della terra oceanica e le diverse culture che la popolano, hanno segnato per sempre il suo modo di essere; da questa esperienza ha maturato un forte sentimento di libertà e indipendenza che tutt’ora è al centro del suo pensiero e della sua poesia.
La passione per la poesia nasce proprio in Australia.
Natale è stato premiato al concorso letterario A.L.I.A.S. di Melbourne (Australia) nel 2007 con la menzione d’onore per la poesia e la narrativa e successivamente anche nel 2008 e nel 2009.
 
Bonigilla, campo di appoggio per gli emigranti.
Natale emigrò in Australia nel 1952 e vi rimase per 5 anni
“Preferisco chiamarle origini anziché radici; le radici sono proprie delle piante. Le origini non sono mai perfettamente uguali; ogni essere umano ha i suoi sentimenti, aspirazioni, gusti... diversi fra loro, ben distinti, salvo il luogo che rimane comune.
Moscheta era un paesino dell’Appennino dell’Alto Mugello, se paese si poteva chiamare, tatto di quattro case, un cortile, la scuola, la chiesa. Quando soffiava la tramontana, pareva le dovesse portar via e planare, chissà dove, come uccelli nella vallata. La gente del luogo, contadini o operai agricoli, vivevano tra campi e boschi, a raccogliere castagne e funghi, a seconda della stagione. […]
Tra quella gente, in quel paese di pecore, vacche, mucche e altri animali di montagna (come la Volpe e anche qualche lupo) ho trascorso la mia prima infanzia.”
(tratto da “Australia amore mio”, I libri di pan, 2011)

“Posatemi
come una rosa;
il vento disperderà
i suoi petali
lo stelo diverrà
nulla”
(1994, tratto da “Danza dei pensieri”, I libri di pan, 2010)

Natale Scarpelli sarà qui Alla Libreria Caffè del Gallo
Al primo piano del Ristorante All'Insegna del Gallo via Poccianti, 6 Scandicci - Firenze
sabato 26 ottobre alle ore 17.00, per presentare il suo nuovo libro.

domenica 20 ottobre 2013

Il Tato degli gnocchi

Monia Scarpelli ci ha scritto una simpatica storia, con protagonista il suo bambino e il Tato degli gnocchi: Giovanni il proprietario del Ristorante alll'Insegna del Gallo, di Scandicci - Firenze.


E' la festa della mamma e il mio ometto se ne torna a casa con la faccia più compiaciuta che gli abbia mai visto. Poggia sul tavolo una scatolina grande quanto una coppetta di gelato e sorride:

"Questo è tuo, mamma... è per la festa della mamma" Lo ripete due volte, come per rimarcare il concetto.
E che diamine, la festa della mamma è un evento importante! “Grazie amore e cos'è?” Domanda stupida, me ne rendo subito conto "Aprilo!" e lo ridice ancora, tre, quattro, cinque volte, ma con una dolcezza ostentata come se dovesse convincermi a farlo. La stessa dolcezza che cerco di usare io quando tento di convincerlo a fare qualcosa, facendo si che la decisione finale sia sua. Il ragazzo inizia a i recitare la parte dell'adulto piuttosto in fretta.
"Va bene" sussurro. La scatolina e chiusa da un tappo di cartone, a forma di margherita. Su ogni petalo c'e una frase che, a quanto pare, l‘erede ha detto della sua mamma su richiesta o dopo una domanda più o meno specifica della maestra. Dentro alla scatolina, una lunga collana, fatta di pasta colorata infilata in uno spago. "Ma è bellissima!" Gli schiocco un bacio su una guancia e lui mi guarda con gli occhi da cerbiatto e dice; "Te la metti? Te la puoi mettere... se vuoi!" , "Certo che me la metto!" La indosso e continuo a leggere le frasi scritte sui petali di margherita. Alcune delle più significative dicono "mamma sei bella", "mi piace giocare con te", ”mi piace andare al ristorante con te".
In effetti, al mio piccino piace proprio quando andiamo a pranzo o a cena fuori, nonostante il suo ritornello più frequente dica: "voi andare a casa mia, a casa nostra" e i quando era più piccolo: “io voi la mamma!".
"Stasera potremo andare a mangiare una pizza per festeggiare la mamma, che dici?" Fa finta di pensarci, mette l'indice sotto il labbro inferiore e corruga la fronte, per poi rispondere "Uhm... si, d‘accordo" , "E dove ti va di andare?" chiede il papà, inserendosi nella nostra conversazione e facendo una domanda di cui conosce già perfettamente la risposta, ”Dal Tato degli gnocchi!".

ll Tato degli gnocchi, in realtà, è il proprietario di un ristorante-pizzeria vicino a casa, uno dei nostri rifugi preferiti per il pranzo e per la cena per tre ragioni fondamentali: si mangia bene, l’ambiente e familiare e i prezzi sono più che onesti. Ogni volta che andiamo lì, il nostro ometto mette in scena tutta una serie di riti che lo fanno sentire a casa propria: va in bagno e si lava le mani (nel bagno delle femmine se va con la mamma, in quello dei maschi se lo accompagna il babbo), poi va dritto ad un tavolinetto basso, vicino alla cassa, dove il proprietario e solito tenere una gran quantità di libri per bambini. Sceglie uno o due libretti e torna al tavolo soddisfatto, dove il titolare passa a salutarlo con l'ormai consueto: "Ciao gnocchetto, che ti porto?" Nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è "Gnocchi al pomodoro" I due uomini - quello biondo in versione ridotta e quello adulto, per meta calvo ma con una coda di cavallo color cenere e un pancione prominente - si osservano e si sorridono. Poi ordiniamo io e mio marito.

Durante una delle nostre cenette dal Tato degli gnocchi, ci eravamo sistemati in un tavolino fuori e avevamo terminato in fretta la nostra cena a base di pizza, per una volta tanto. Io e mio marito avevamo ordinato un caffè e ci eravamo appoggiati allo schienale delle nostre sedie per godere un pò dell‘aria fresca e dell‘estate che già bussava insistente alla porta. Una cameriera carina, dai capelli ricci e scuri è arrivata con due tazzine tenute in bilico su un piattino bianco e con una zuccheriera di vetro, di quelle da bancone del bar per intenderci, tenuta sotto braccio.

"Metto io lo zucchero al babbo!" La mamma, mannaggia a lei, lo prende amaro il caffè.
 "Amore e la zuccheriera di vetro, devi fare attenzione..." ”Io... io!" E cosi dicendo, in un gesto maldestro che, onestamente, non gli si s’addice molto - devo ammettere che il nostro è un bambino attento e un pò precisetto, anche troppo in certe circostanze, che difficilmente rompe oggetti e giocattoli - tenta di afferrare la zuccheriera che gli sfugge, cadendo rovinosamente per terra. Il tonfo e seguito da un "crash" fatto di decine di vetri e di granelli di zucchero che si sfregano tra sè in un’arruffata e dolcissima tempesta di neve.

 Il piccino ha ancora le braccia dritte davanti a sè e si osserva le scarpe, immerse in quella graniglia bianca e luccicante: “oh oh..." e tutto quello che riesce a dire Io e il papà cerchiamo di sdrammatizzare, cercando subito qualcosa per pulire e scusandoci con la cameriera, ma puntualizzando: "Devi essere onesto e dire al Tato cosa e successo. E' anche tuo amico..." Il piccino sembra rimuginarci su, ma quando arriviamo alla cassa, libera la sua manina da quella del babbo e, con il paio d'occhi più languidi che abbia mai visto - tanto che sembra che il castano che ci sta dentro sia diventato liquido, due laghetti di cioccolata in tazza - allarga le braccia in maniera teatrale e se ne esce con un: "Oh Tato ccusami! Ho rotto la zuccheraia!" Ovviamente il Tato scoppia a ridere sotto i suoi baffi spettinati e noi con Iui. Le braccia vengono riabbassate e chiuse, gli occhietti restano ancora un pò liquidi e da cerbiatto e la serata si chiude con la certezza che mio figlio ha una carriera da attore di teatro davanti a sè.
Monia Scarpelli


sabato 19 ottobre 2013

CheCozzaVuoi?


Le cozze del Ristorante All’Insegna del Gallo, di Scandicci - Firenze, diventano “Cibo da strada” in Svizzera.

Govinda, che ha lavorato per parecchio tempo con noi al Ristorante e ora vive in Svizzera nel Cantone “Italiano”; ha chiesto di utilizzare le ricette delle cozze che serviva qui a Scandicci per riproporle come “cibo da strada” dal suo furgoncino attrezzato a cucina.


Govinda Fontana lo troverete ai mercati che segnalerà di volta in volta dalla sua Pagina di FaceBook.

Ecco a voi il link della pagina a cui mettere tanti “mi piace”:



Andate a trovarlo!!!!



Vi segnaliamo anche il link dell’inaugurazione:

venerdì 18 ottobre 2013

Aspettando Natale...


Sabato 26 Ottobre alle ore 17.00

Qui alla Libreria Caffè del Gallo, in via Poccianti 6, Scandicci – Firenze

Si terrà la presentazione del nuovo libro di Poesie “CERCHI NELL’ACQUA” del Poeta Natale Scarpelli.

Introduce Silvia Tozzi, direttore editoriale di Florance Art Edizioni
Interviene Silvana Santi Montini, scrittrice
Letture a cura di Ilaria De Magistris

L’evento sarà accompagnato da un quartetto d’archi.



N. Scarpelli; I CERCHI NELL’ACQUA; I Libri di Pan Edizioni in Firenze; 2013

Il libro si potrà trovare presso la nostra libreria, assieme ai libri precedentemente scritti dall’Autore.

N. Scarpelli; LA DANZA DEI PENSIERI; I Libri di Pan Edizioni in Firenze; 2010


N. Scarpelli; AUSTRALIA, AMORE MIO; I Libri di Pan Edizioni in Firenze; 2011