domenica 10 novembre 2013

Perchè l'uomo fa la pipì in piedi????


Vi siete mai chiesti perchè l'uomo fa la pipì in piedi  e la donna invece è sempre pensierosa???? Sono i doni del Signore...
Ed ecco un'altro punto per le donne... mandateci anche le vostre battute!!!!
Proviamo a riscattare un pochino questi ometti... nel frattempo... facciamoci due risate...

sabato 9 novembre 2013

Dino Campana: Canti Orfici


Oggi ricorre il centenario della pubblicazione dei Canti Orfici di Dino Campana…
Era il 1913 quando Campana si reca a Firenze presentandosi nella redazione della rivista "Lacerba" da Giovanni Papini e da Ardengo Soffici, suo lontano parente, cui consegna il suo manoscritto dal titolo "Il più lungo giorno".


Non viene preso in considerazione e il manoscritto va perduto (sarà ritrovato solamente, dopo sessant'anni, nel 1971, dopo la morte di Soffici, tra le sue carte nella casa di Poggio a Caiano, probabilmente nello stesso posto in cui era stato abbandonato e dimenticato). 

Dopo qualche mese di attesa Campana scende da Marradi a Firenze per riprendersi il suo manoscritto. Papini non lo ha più e lo manda da Soffici che nega di aver mai avuto il manoscritto. Il giovane, la cui mente è già labile, si arrabbia e si dispera, poiché aveva consegnato, fidandosi, l'unica copia che aveva realizzato. 
Nell'inverno del 1914, convinto di non poter più recuperare il manoscritto, Campana decide di riscrivere tutto affidandosi alla memoria ed ai suoi appunti, in pochi giorni, lavorando anche di notte e a costo di un enorme sforzo mentale, riesce a riscrivere il canzoniere, sia pure con modifiche e aggiunte. Nella primavera del 1914, Campana riesce finalmente a pubblicare a proprie spese la raccolta, con il titolo di "Canti Orfici", riferimento alla figura mitologica di Orfeo, il primo dei poeti-musicisti.


To be continued…

venerdì 8 novembre 2013

Autosprint


Autosprint è un settimanale italiano specializzato in automobilismo, edito dalla Conti Editore.
La rivista, fra le più antiche del settore, venne fondata a Torino nel 1961 dalla giornalista Renata Anselmo e ceduta l'anno successivo all'editore Luciano Conti di Bologna che nel 1966 chiamò al suo fianco come Direttore il giornalista Marcello Sabbatini. La rivista era seguita con favore anche da Enzo Ferrari.
Esce ogni martedì nelle edicole di tutta Italia, tratta principalmente dei maggiori campionati nazionali ed internazionali disputati nelle varie discipline sportive dell'automobilismo e altri argomenti correlati all'automobile.


Per i collezionisti e i curiosi, potete trovare i numeri degli anni ’70, alla Libreria Caffè del Gallo di via Poccianti,6 Scandicci – Firenze.


martedì 5 novembre 2013

Monopoli-ziamo il gioco!!!!

Il Monopoli compie 79 anni, e resta il gioco da tavolo più giocato al mondo... venite a giocarlo da noi!!!!
Nel 1934 Charles B. Darrow, un ingegnere disoccupato, propone alla casa editrice Parker Brothers un gioco di sua invenzione, basato sulla compravendita di terreni e di immobili che però viene rifiutato. Così Darrow produce il gioco da solo. L'anno successivo la Parker Brothers decide di acquistarlo.
Questa, almeno, è la storia che è stata raccontata per anni. In realtà, le cose non andarono proprio così. Il gioco che Charles Darrow non era affatto una sua invenzione. Si trattava invece di copie di diversi giochi apparsi sul mercato con vari nomi. Il meccanismo di base era stato infatti ideato nel 1903 da una donna di nome Elizabeth Magie che creò un gioco da tavolo intitolato The Landlord's Game. Il gioco si svolgeva su una plancia composta da 40 caselle disposte a formare un quadrato. Le quattro caselle d'angolo identificavano il punto di partenza, dove si ottiene anche del denaro, la prigione, il Parco Pubblico, e la casella Vai in Prigione. Le restanti caselle rappresentano proprietà da acquistare o tasse/multe da pagare. In pratica la stessa struttura del gioco che Charles Darrow avrebbe poi "inventato" trent'anni dopo.
Il gioco di Magie coperto da un brevetto statunitense del 1904 ed è stato prodotto per la prima volta nel 1906. Il gioco divenne popolare, ma le vendite non furono elevate perchè il gioco veniva riprodotto a mano dai giocatori.
Il brevetto del 1904 scade, ma nel 1921 la signora Magie introduce alcune modifiche (probabilmente ispirate proprio alle regole casalinghe più popolari), ottenendo un secondo brevetto nel 1924. Il nuovo gioco propone due diversi regolamenti, uno più simile all'originale, l'altro influenzato dalle modifiche popolari, queste ultime molto simili all’attuale Monopoli. La struttura della plancia di gioco viene modificata, spostando le stazioni nelle caselle d'angolo.
Il gioco cresce in popolarità e comincia a essere chiamato “Auction Monopoly” (per il fatto che le proprietà vengono messe all'asta fra i giocatori) o più semplicemente “Monopoly”.
Alcune persone brevettarono i loro set di regole. Fra questi un certo Dan Layman che nel 1932 vende la sua edizione di“Auction Monopoly” a una società di Indianapolis, che lo produce con il nome di Finance. I suoi avvocati avevano messo in guardia la società dall'uso della parola Monopoly che, essendo di uso corrente, non poteva essere adeguatamente protetta. Di amico in amico, il gioco arriva fino a Charles Darrow che gioca per la prima volta a quello che popolarmente continuava ad essere chiamato Monopoly.
A sua volta Charles Darrow con piccole modifiche al gioco, elabora una sua versione della plancia e ottiene un brevetto per la sua versione del gioco e finalmente lo registra con il nome di “Monopoly”.
Darrow produce lui stesso il gioco, che poi verrà acquisito dalla Parker Bros, che acquisisce anche i diritti delle precedenti versioni e il nuovo gioco messo in commercio sarà l’unica versione del attuale Monopoly.

Monopoli è un classico gioco da tavolo, pubblicato in Italia dal 1935 per oltre 70 anni dalla Editrice Giochi, fino all'estate 2009, quando anche la distribuzione italiana passa alla Hasbro col nome originale americano Monopoly. I giocatori competono per guadagnare denaro mediante un'attività economica che coinvolge l'acquisto, affitto e commercio di proprietà terriere mediante denaro finto. I giocatori a turno muovono sul tabellone di gioco secondo il risultato del tiro di due dadi. Il gioco prende il suo nome dal concetto economico di monopolio, il dominio del mercato da parte di un singolo venditore.

Secondo l'editore americano Hasbro, questo gioco è stato giocato da circa 750 milioni di persone dal 1935 rendendolo così il "più giocato gioco da tavolo della storia”. Il Guinness dei primati del 1999 ha citato la precedente statistica della Hasbro, per cui sarebbe stato giocato da 500 milioni di persone. Anche se non viene detto esplicitamente, viene considerato che le due cifre si riferiscano al record per il più grande numero di persone che giocano un gioco da tavolo protetto da copyright (escludendo quindi i giochi di lunga tradizione come gli scacchi, ecc.) nell'era moderna.

Ed ecco l'ultima versione del gioco!!!!


domenica 3 novembre 2013

Firenze e i suoi Angeli...

Sono passati 47 anni, e ancora i fiorentini quando piove più del solito guardano l’Arno con sospetto. Soprattutto i vecchi che ricordano l'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966.
Essa è l'ultima di una serie di straripamenti del fiume che hanno nel corso dei secoli mutato il volto della città di Firenze.

Avvenuta nelle prime ore della notte di venerdì 4 novembre in seguito ad un'eccezionale ondata di maltempo. Il fiume si ritirò solo verso le ore 20.00 dopo aver portato panico, detriti e disastri in tutta la zona del bacino dell’Arno e dei suoi affluenti.

Fu uno dei più gravi eventi alluvionali accaduti in Italia, e causò forti danni non solo a Firenze ma in gran parte della Toscana e più in generale tutto il paese.

I danni avvenuti in una città d’arte come Firenze sono stati incalcolabili. Migliaia le opere d’arte danneggiate e i manoscritti che si trovavano nella Biblioteca Nazionale Centrale, rovinati.

Basti ricordare il Crocifisso di Cimabue, danneggiato in grandissima parte (l’80%) e ora tornato alla sua bellezza grazie a importanti lavori di restauro.

A salvare le grandi opere d’arte della Città Toscana sono stati gli “Angeli del fango”, giovani volontari giunti a Firenze da tutta Italia (e non solo) per aiutare la popolazione colpita dalla sciagura a recuperare e salvare il patrimonio artistico e culturale che altrimenti sarebbe andato perduto.


Questi giovani erano del tutto volontari, e rappresentano uno dei primi esempi di mobilitazione spontanea giovanile nel XX secolo.




sabato 2 novembre 2013

Giorni... di Natale Scarpelli


Anche Scandicci, contribuisce a un pezzettino della storia dell'emigrazione italiana in Australia. 
Natale Scarpelli, che ha presentato recentemente, qui da noi alla Libreria Caffè del Gallo, il suo nuovo libro di poesie "Cerchi nell'acqua", ci ha portato delle vecchie fotografie per raccontarci della sua avventura in terra australiana, avvenuta agli inizi degli anni '50.
Leggete le esperienze di emigrante, che sono tutt'oggi al centro del suo pensiero e della sua poesia, tutte raccontate nel libro "Australia amore mio", che trovate qui da noi.

Bonegilla, Australia, 1952

GIORNI.

Quanti ne sono passati
ed ognuno ha il suo lamento
o un suo attimo di eterno.
Dove son passate le stagioni!
Son fuggite con la brevità d’un attimo;
Dove l’ultima luce s’e consumata.
Il peso degli anni che mi chinano
nel vigor lento di quel tempo
che sempre più al tramonto va.
Lontane nel tempo,
le chiare promesse dell’alba;
ho vissuto, il mio rumoreggiare
nel vibrar d’un lampo.
Fuggite le follie del vento e
nel buio che dentro di me resta
provoca stanchezza e della notte la paura,
Quando più mesta s’é fatta l’ora
e il doman che emana luce e
il sol d’un raggio luminoso
nell’eremo del cuor dolcezza reca
e a vibrar ritorna la speranza.
E immemore ormai d,ogni pena
all’anima ridona sprazzi di luce.
Ora guardo la sontuosa ed amena lontananza
e la bellezza del ciel che nel mar si fonde
e nel riverbero s’accende pallida.
Vibra nell’aria un canto che all’intimo s’ispira,
né mai prima, splendida e serena
parve l’ora del tramonto:
E so che tutto si avvicina alla fine;
perché veglian su di noi
le divine leggi dell’universo e
il ciel sarà terso quando me ne andrò
E, se cosi io me ne andrò, voi non piangete,
se il mio cuor sarà come una vela già lontana
e il mio spirito come rondine errante
che oltre l’orizzonte cerca una nuova estate,
e ciò che resta non é che la mia immagine
che ho lasciata stanca "Su l’altra riva"
dove ho sentito vibrar la vita e
in essa ho ammirato l’ineffabile infinito e

ho udito il canto dell’universo.

Bonegilla, Australia, 1952

giovedì 31 ottobre 2013

La festa di Halloween…


Halloween è una festività di origine celtica che ha assunto le forme con cui oggi la conosciamo negli Stati Uniti e che si celebra la notte del 31 ottobre. L'usanza si è poi diffusa anche in altri paesi del mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa con la formula del dolcetto o scherzetto. Tipica della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto, così come l'emblema della zucca intagliata, derivato dal personaggio di jack-o'-lantern.

La parola Halloween è attestata la prima volta nel XVI secolo, e rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Eve, cioè la notte prima di Ognissanti. Sebbene il sintagma All Hallowssi significa in inglese antico “giorno di messa di tutti i santi”, All-Hallows-Eve non è attestato fino al 1556.

Lo sviluppo di oggetti e simboli associati ad Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l'uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le animebloccate nel Purgatorio. La rapa è stata usata tradizionalmente ad Halloween in Irlanda e Scozia, ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande – facilitando il lavoro di intaglio. La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837 ed era originariamente associata con il tempo del raccolto in generale, venendo associata specificatamente ad Halloween verso la seconda metà del Novecento.



Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror (come i romanzi Frankenstein e Dracula) e film classici dell'orrore (come Frankenstein e La mummia). Tra le primissime opere su Halloween si ritrovano quelle del poeta scozzese John Mayne che nel 1780 annotò sia gli scherzi di Halloween in "What fearfu' pranks ensue!", sia quanto di soprannaturale era associato con quella notte in "Bogies" (fantasmi), influenzando la poesia Halloween dello scrittore Robert Burns. Prevalgono anche elementi della stagione autunnale, come le zucche, le bucce del grano e gli spaventapasseri. Le case spesso sono decorate con questi simboli nel periodo di Halloween.

Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri mitologici. Nero e arancione sono i colori tradizionali di questa festa.

Fare dolcetto o scherzetto è un'usanza di Halloween. I bambini vanno travestiti di casa in casa chiedendo dolciumi e caramelle o qualche spicciolo con la domanda "Dolcetto o scherzetto?". La parola "scherzetto" è la traduzione dell'inglese "trick", una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà se non viene dato alcun dolcetto ("treat"). "Trick or treat" (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche "sacrificio o maledizione". Esiste una filastrocca inglese insegnata ai bambini delle Elementari su questa usanza.

La pratica del travestirsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna, sebbene pratiche simili per le anime dei morti sono state ritrovate anche in Sud Italia. Shakespeare menziona la pratica nella sua commedia I due gentiluomini di Verona (1593), quando Speed accusa il suo maestro di "lagnarsi come un mendicante a Hallowmas [Halloween]”.