domenica 22 febbraio 2015

Mostra Antologica “L’Arte in Trattoria” : Fernando Pereznieto




Trentanni di arte e di cucina, il quinto artista ad aver esposto con noi trentanni fà è:

Fernando Pereznieto (1938/2001) Città del Messico. Pittore Architetto, Scultore unisce l’arte messicana e italiana  ottenendo un proprio stile magico e fantastico. Le sue opere sono un viaggio tra dimensioni e tempi lontani. Fernando espone al Galluzzo  il 18 gennaio del 1988. 
Elenco delle opere:

  1. Suoni lontani 50x70 litografia e acquerello
  2. Elisir 80x70 litografia con olografie
  3.  Capricciosi fiorentini 25x70 litografia
 
Suoni lontani


Elisir

Capricciosi fiorentini

domenica 15 febbraio 2015

Mostra Antologica “L’Arte in Trattoria” : Giampiero Poggiali



Trentanni di arte e di cucina, il quarto artista ad aver esposto con noi trentanni fà è:
 
Giampiero Poggiali, nasce a Firenze nel 1936. Nel ‘68 comincia la carriera artistica, importanti sono le sue sculture, che espone in numerose collezioni museali pubbliche e private (Galleria degli Uffizi). Giampiero ha esposto con noi il 16 novembre del lontano 1987, al Galluzzo.

Elenco delle opere:

  1. G.E.R.M.O.G.L.I. - 60x70 tecnica mista
Germogli

venerdì 30 gennaio 2015

Mostra Antologica “L’Arte in Trattoria” : Cristine Persson



Trentanni di arte e di cucina, il terzo artista ad aver esposto con noi trentanni fà è:

Cristine Persson, nasce nel 1955 in Svezia, si laurea in Arte a Stoccolma e  prosegue  i suoi studi  a Parigi. Espone e partecipa a vari concorsi con quadri di stoffa. Nel 1996 arricchisce la sua tecnica con nuovi Collage di Carta/Stoffa e Olio. Cristine ha esposto con noi il 13 luglio 1987 al Galluzzo.

Elenco delle opere:

  1. Elefanti 100x120 stoffa su stoffa 
Elefanti

mercoledì 28 gennaio 2015

La teoria del tutto al cinema

La tv vi annoia o più semplicemente volete uscire di casa? O forse avete già guardato i programmi tv oggi e non avete trovato nulla di bello. Bene, l’idea è quella di recarvi al cinema per il film “La teoria del tutto”, splendido film sulla vita di Stephen Hawking. Per chi non lo sapesse, Stephen Hawking è un noto scienziato divenuto famoso nel tempo non solo per aver formulato illuminanti teorie fisiche ma anche, purtroppo, per la sua debilitante malattia che lo ha costretto ad una vita immobile su una sedia a rotelle.
Il film risulta di ottima fattura lasciando lo spettatore sempre sull’orlo di un pianto senza fine. E’ straziante vedere come un ragazzo in piene forze e nel pieno della sua giovinezza possa ridursi senza forze e del tutto inerme su un’anonima sedia a rotelle, ma tutto questo non vuol dire che il film non sia anche divertente. Infatti, l’intera pellicola è stata “condita” con dell’autoironia dello stesso Dottor Hawking. E’ cosa nota come, nonostante la sua condizione, Stephen sia in grado di scherzare e di far sorridere gli altri (per una volta lasciatemelo chiamare per nome, come fosse un amico) e tutto questo viene riportato anche nel film in modo tale da non risultare un prodotto puramente drammatico. Divertente la scena in cui Stephen viene appeso ad una statua da un amico.
Data la natura stessa della sua vita e del suo matrimonio, non mancano toccanti riflessioni sulla vita di coppia e su quanto possa spingersi l’amore per una persona andando oltre mille difficoltà nonostante evidenti e forti pressioni psicologiche.
Due ore di film che volano via senza stancare affatto tanto da arrivare ai titoli di coda e non sentirne per nulla il peso.

Marc Sellier


martedì 27 gennaio 2015

il Binario 21 nel Giorno della Memoria




Oggi, 27 gennaio è il giorno della memoria, che ci serve per ricordare la Shoah.

Ma dov’è il ricordo oggi? È negli occhi di chi ha vissuto quell’esperienza ed è tornato… è nello sguardo dei giovani che accompagnati a visitare le vie della memoria capiscono gli avvenimenti dell’epoca.

“Mi chiamo Maria, ho 15anni e vivo a Milano. I miei genitori sono sempre via per lavoro, e io sto a casa della nonna Assunta. 

Oggi, dopo la scuola, siamo andate alla stazione e la nonna mi ha portata in un posto che non conoscevo. Si trova sotto la stazione, era il binario sotterraneo dove scaricavano la posta. 
 
Entrando ho letto su tutto il muro la parola “INDIFFERENZA” e subito mi sono chiesta cosa ci facesse lì quella scritta. La nonna aveva il respiro pesante e continuava a deglutire, forse stavamo camminando troppo veloce ed ho diminuito il passo senza chiederle niente. 
Siamo arrivate davanti al “binario 21” dove si trovava un vagone di legno per il trasporto degli animali, eravamo ferme, ma la nonna aveva sempre la stessa espressione affaticata. Superato il binario ci siamo trovate davanti a un muro dove venivano proiettati tantissimi nomi, quasi tutti bianchi, ma di tanto in tanto né comparivano di colorati. 
Tra i nomi ne vidi uno che mi era famigliare. Il nome della mia nonna era scritto lì, in mezzo a tutti gli altri. Mi girai verso di lei e vidi che piangeva. Il suo nome era l’unico colorato in mezzo ai nomi di tutta la sua famiglia. 

La nonna mi raccontò di essere salita su quel treno quando aveva la mia età, stivata con la sua famiglia come animali portati al macello, un viaggio lungo lungo, per giungere all’inferno. 

Lei era tornata, non aveva mai raccontato niente, e oltre alle poche parole che mi disse quel giorno, non raccontò mai più nulla. 

Quel giorno, nei suoi occhi lessi il ricordo, e nei miei si creò la memoria…”

domenica 25 gennaio 2015

Mostra Antologica “L’Arte in Trattoria” : Riccardo Mazzei

Trentanni di arte e di cucina, il secondo artista ad aver esposto con noi trentanni fà è:

Riccardo Mazzei, vive e lavora a New York. Nasce nel 1956 all’Elba. Isola alla quale ha dedicato molte delle sue opere e installazioni ricche di ricordi, speranze natura, e bellezza (Holy Crab 14 Luglio 2014). Riccardo, espone con noi l’11 maggio del 1987, al Galluzzo.
Elenco delle opere:
  1. Animalo 80x100 acrilico su cartone
  2. Ku’ 70x80 acrilico su cartone
Animalo
Kù