giovedì 6 novembre 2014

La prima gazzetta di Londra...



La London Gazette è il più antico giornale britannico tuttora esistente. Pubblicata per la prima volta il 7 novembre 1665 con il nome di Oxford Gazette, è la pubblicazione ufficiale del Regno Unito. Non essendo un giornale convenzionale, nel senso che non tratta gli eventi mediatici abituali, ha una diffusione piuttosto limitata.
La London Gazette fu fondata durante la Restaurazione inglese da Henry Muddiman. Quest'ultimo aveva iniziato la sua carriera di giornalista durante l'interregno quando fu nominato redattore del Parliamentary Intelligencer, l'organo ufficiale del Long Parlement. Nel 1666, Muddiman lanciò l'Oxford Gazette, che proponeva una selezione di notizie sulla corte reale, che a quel tempo si era rifugiata a Oxford a causa della peste di Londra. Quando la corte tornò al Palazzo di Whitehall continuò la pubblicazione con il nome di London Gazette.
Attualmente la London Gazette esce tutti i giorni ad eccezione del sabato, della domenica e dei giorni festivi.
Tratto da Wikipedia

mercoledì 5 novembre 2014

Quanto è difficile essere DONNA!!!



Il 5 novembre 1872 la Suffragetta Susan B.Anthony vota per la prima volta, violando la legge e per questo motivo viene multata di 100 dollari.

Fino dall’antichità la donna è stata identificata come “l’Angelo del focolare”, lasciata in casa, senza poter decidere di niente e senza diritto alla parola.
Nell’antica Roma alle donne era proibito andare in giro in carrozza e con vestiti multicolore, ma loro “femministe” ante litteram, scesero in piazza per manifestare i loro diritti. Nel medioevo gli uomini che si spacciavano come intellettuali aprirono un dibattito chiedendosi se le donne erano dotate di un’anima come loro o se ne erano prive come le bestie. Durante tutto il periodo del Rinascimento le donne, un poco più emancipate, riuscirono ad arrivare a gradi alti dell’istruzione e ad affermarsi in alcuni campi (come la maestra o l’infermiera), ma erano comunque un’eccezione.


“La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell'uomo. L'esercizio dei diritti naturali della donna non ha altri limiti se non la perpetua tirannia che le oppone l'uomo. Questi limiti devono essere infranti dalla legge, dalla natura e dalla ragione . Se la donna ha il diritto di salire sul patibolo deve avere anche il diritto di salire sulla tribuna.”
Queste parole, tratte dalla dichiarazione dei “diritti della donna e della cittadina”, furono scritte durante una delle riunioni degli Stati Generali, nella Francia della rivoluzione.
La donna che portò nel 1789 la Francia a dare spazio alle donne fu Olimpia de Gouges. Olimpia nel 1793, andando contro il pensiero di un uomo come Robespierre, finì senza testa e le donne tornarono “al loro posto”.

La prima vera svolta avvenne in Inghilterra durante la Rivoluzione Industriale, quando sul luogo di lavoro, le donne, sempre sottopagate rispetto agli uomini, riescono ad avere qualche diritto, come ad esempio i permessi di maternità.


Ma è nel Regno Unito nel 1912, che le donne con la “Guerra delle vetrine”, lanciando pietre contro i negozi, cominciarono realmente la loro battaglia, scendendo in piazza e dando voce ai loro diritti, in particolare al diritto di voto.
Il movimento femminista e i club femminili si tramutarono così nel movimento delle Suffragette, che si diffuse dall’Europa all’America.
Nel 1913 Emily Davinson, per dar voce alle Suffragette, si getta sotto la carrozza reale durante un affollato derby, perdendo la sua vita; il periodico “The Suffragette” dedica un’edizione speciale alla martire del movimento. 

Il diritto di voto alle donne è arrivato sin troppo tardi, in Svizzera solo nel 1971 e in tanti Paesi le donne tuttora non hanno voce. Molte donne sono morte nel corso dei secoli, molte sono state arrestate e ancora tantissime sono trattate come “merce”. 


Le donne di oggi devono soffermarsi su questi avvenimenti. Devono ringraziare le donne che hanno dato loro l’opportunità non solo di votare, ma anche di avere un’istruzione, di poter parlare apertamente in qualsiasi occasione, pubblica o privata, di poter andare in giro con un paio di jeans e un maglioncino colorato o con una gonnellina, senza essere giudicata.
Le donne di oggi devono capire che non occorre fare le “ochette” per essere considerate. Che siamo al pari degli uomini e che abbiamo libertà di pensiero e di parola proprio come loro. Non occorre fare le “sciocchine” per poter arrivare dove si vuole.
Altrimenti tutte le donne che hanno combattuto per i nostri ideali hanno sprecato la loro esistenza. 


Le donne di oggi possono avere ciò che vogliono e arrivare dove vogliono, perché sono forti ed indipendenti, perché le donne prima di loro lo sono state e perché le donne dopo di loro lo saranno!!!

lunedì 3 novembre 2014

Destri o Mancini già nel pancione!!!




Lo sapevate che è stata una ricercatrice italiana a scoprire che già nel pancione della mamma si è destri o mancini!!?!!
Eh si.. perché è il gene PCSK6 che imposterà il nostro futuro. Questo gene si forma all’interno della pancia della mamma e gestisce l’impulso ad essere mancini oppure destri. Hanno infatti notato che il feto tende a succhiare il pollice della manina, che una volta al mondo, userà per la maggiore.
Questa scoperta è stata fatta dalla ricercatrice italiana Silvia Paracchini, la quale svolge le sue ricerche in Gran Bretagna, per questo esperimento sono stati utilizzati i DNA di ben 700 persone.

I possessori del genePCSK6 più famosi sono:

Attori:
Charlie Chaplin
Tom Cruise
Kim Basinger
Whoopie Goldberg
Robert DeNiro
Morgan Freeman
Robert Redford
Julia Roberts
Mickey Rourke
Sylvester Stallone
Marilyn Monroe
Demi Moore
Kim Novak
Nicole Kidman
Bruce Willis Winfrey

Musicisti:
Beethoven
Bob Dylan
Celine Dion
Jimi Hendrix
David Byrne - (Talking Heads)
Paul McCartney - (the Beatles)
Phil Collins
Wolfgang Amadeus Mozart – compositore


Sportivi:

Platini (calcio)
Ayrton Senna de Silva (pilota di Formula 1)
Valentino Rossi (motociclismo)
Pelé -Edson Arantes do Nascimento (calcio)
Diego Armando Maradona (calcio)
Monica Seles (tennis)

… e i più famosi:
Albert Einstein (probabilmente mancino corretto)
Alessandro Magno
Aristotele
Benjamin Franklin
Bill Gates
Caio Giulio Cesare
Carlo Magno
David Rockefeller
Fidel Castro
Frank Kafka
Gandi
Hans Christian Andersen Henry Ford (fndatore omonima casa automobilistica)
Manuel Kant
John John Kennedy




domenica 2 novembre 2014

Il viaggio del Milite Ignoto


Il 4 novembre si commemora il Milite Ignoto in tutta Italia con cerimonie ufficiali, la festività è anche conosciuta come “I Caduti”. La tomba del Milite Ignoto contiene i resti di un militare morto in guerra, il cui corpo non è stato identificato e mai lo sarà. È una tomba simbolica che rappresenta tutti coloro che sono morti in un conflitto e che non sono mai stati trovati.


Nel 1920 il colonnello Giulio Douhet, propose di onorare i caduti le cui salme non furono identificate con la creazione di un monumento al milite ignoto.
Per l’occasione doveva essere scelto un militare caduto durante la Prima Guerra mondiale e mai riconosciuto. La scelta fu affidata a Maria Bergamas, madre del volontario Antonio Bergamas disertore dell’esercito austriaco unitosi al battaglione italiano e caduto in combattimento senza che il suo corpo fosse mai ritrovato. 

Il 26 ottobre 1921, nella basilica di Aquileia, la donna scelse il corpo di un soldato tra undici altre salme di caduti non identificati, raccolti in diverse aree del fronte. La donna fu condotta di fronte a undici feretri allineati e, dopo essere passata davanti ad alcuni di essi, non riuscì a proseguire nella ricognizione e gridando il nome del figlio si accasciò al suolo davanti a quello che divenne il feretro prescelto, accompagnato da reduci decorati con la medaglia d'oro al valor militare, fu deposto su un carro ferroviario appositamente disegnato.


Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano, nella "Tomba dei dieci militi ignoti", realizzata dall'architetto Guido Cirilli.
Il viaggio si compì sulla linea Aquileia-Roma, passando per Udine, Treviso, Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Bologna, Pistoia, Prato, Firenze, Arezzo, Chiusi e Orvieto a velocità moderatissima, in modo che presso ciascuna stazione la popolazione avesse modo di onorare il caduto simbolo. Furono molti gli Italiani che attesero, il passaggio del convoglio al fine di poter rendere onore al caduto. La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. 
Il treno del Milite Ignoto nel 1921

La salma venne posta nel monumento il 4 novembre 1921; L'epigrafe riporta la scritta “Ignoto militi e le date MCMXV (1915) e MCMXVIII (1918), gli anni di inizio e fine del conflitto.


Nel corso degli anni trenta il feretro del Milite Ignoto venne traslato nella cripta interna del Vittoriano denominata “sacello del Milite Ignoto” dove tuttora si trova. Parti della cripta e del sepolcro sono realizzate con materiali provenienti dalle montagne, teatro degli scontri della prima guerra mondiale (tra cui il Grappa e il Carso

Nel 2011, dal 29 ottobre al 2 novembre, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia e del 90° anniversario della traslazione della salma da Aquileia a Roma, vi fu la rievocazione storica del viaggio in treno. Una delle più antiche tombe di milite ignoto si trova in Francia sotto l’Arco di Trionfo, realizzata nel 1920 in onore dei morti della prima guerra mondiale; il milite ignoto britannico è sepolto nella navata centrale della celebre Abbazia di Westminster a Londra, mentre quello italiano, è all’Altare della Patria, realizzato a Roma nel 1921.
 



Il treno del Milite Ignoto nel 2011
Una cartolina dell'epoca con il sarcofago del Milite Ignoto