giovedì 17 ottobre 2013

Se potete sognarlo, potete farlo!!!!!!


La Disney compie 90 anni e il Galletto festeggia con lei ripercorrendo la sua storia… Tanti Auguri Walt Disney!!!!!!!



La Walt Disney Company è la più grande azienda del mondo nel campo dei media e dello spettacolo, leader assoluta del mercato dell'intrattenimento.


Fondata il 16 ottobre 1923 da Walt Disney e suo fratello Roy Oliver Disney, è oggi la seconda compagnia di media negli Stati Uniti d'America. La sede centrale si trova a Burbank, in California (USA).
Celebre è la frase della Disney, motto della Compagnia: “Se potete sognarlo, potete farlo” (If you can dream, you can do it).
Dal 1937, la Walt Disney Pictures ha iniziato a realizzare indipendentemente o con collaborazioni film e lungometraggi d'animazione.


La maggior parte dei film d'animazione Disney è in animazione tradizionale, in particolar modo i Grandi Classici.
A partire dal 1937 vengono prodotti i Classici Disney, una serie di lungometraggi d’animazione. Pur privilegiando la tecnica a matita (l’animazione tradizionale) nel corso degli anni la Compagnia ha sviluppato anche tecniche più moderne, quale l’animazione di grafica al Computer (CGI).
Il termine "Classico" si riferisce ai film Disney ispirati da opere letterarie, fiabe o racconti molto noti.
Oltre all'attributo "Classico" la Disney, in occasione delle prime distribuzioni per l'home video, nella seconda metà degli anni '80 ha cominciato a promuovere i suoi lungometraggi d'animazione numerandoli dai più vecchi sino ai Classici di oggi. Così Biancaneve diventava il 1° Classico Disney, Pinocchio il 2°, ecc.
Il 2010 esce il 50° Classico Disney: Rapunzel - L'Intreccio della torre e subito prima dell'inizio del cartone compare una sequenza che ricorda tutti e 50 i Grandi Classici Disney.



Paperman, l'amore in un corto candidato all'Oscar
La Disney lancia "Paperman - Full Animated", opera prima di John Kahrs in corsa agli Academy Awards 2013 come Miglior cortometraggio di animazione, un mix tra disegno a mano dei cartoon in bianco e nero e le ultime tecniche digitali. Un impiegato incontra per caso una ragazza alla fermata della metropolitana e se ne innamora perdutamente. Arrivato in ufficio la vede all'improvviso in una finestra del palazzo di fronte e cerca di attirare la sua attenzione con degli aeroplanini di carta. Sarà proprio la carta ad aiutarlo a rivederla.

martedì 15 ottobre 2013

"Traveling through the archetypes of Middle Earth and Edward Bach, down to the core of Connectivism"


Grande serata alla Libreria Caffè del Gallo. Mercoledì 23 ottobre alle ore 20 e 30, con gli alunni americani di Robbie Shackelford della Harding University in Florence, lo scrittore e traduttore Giovanni Agnoloni terrà la lezione agli studenti in lingua inglese dal titolo "Viaggiando attraverso gli archetipi della Terra di Mezzo e di Edward Bach, fino al nucleo del connettivismo".
Vi aspettiamo numerosi… GO GO GO!!!!!



Great evening at the Library Café del Gallo. Wednesday, October 23 at 20:30, with students Americans Robbie Shackelford of Harding University in Florence, writer and translator Giovanni Agnoloni take the lesson to the students in English entitled "Traveling through the archetypes of Middle Earth and Edward Bach, down to the core of Connectivism".

See you there… GO GO GO!!!!!!!



Lo scrittore e traduttore Giovanni Agnoloni, che terrà la lezione.
E il Professor Robbie Shackelford, della Harding University in Florence.

Il nuovo romanzo dello scrittore Giovanni Agnoloni dal titolo "Sentieri di notte"

domenica 13 ottobre 2013

Ecco perchè il 13 ha la fama di un giorno sfortuna nato!!!



Oggi, 13 ottobre, la storia dice che Filippo il Bello mandò ad arrestare i Cavalieri Templari per giustiziarli. Il Galletto quindi oggi ha deciso di fornirvi una “lista” dei porta sfortuna e di una descrizione di essi… per forse far capire ai più superstiziosi che dietro ad un “MA…” c’è sempre un “PERO’…” che spiega quella determinata cosa che vista con un doppio occhio può non essere considerate sfortunata!!!!

·         In vari paesi, soprattutto di tradizione anglosassone, si dice che porti sfortuna il venerdì 13 (perché venerdì è il giorno in cui fu crocifisso Gesù); in altri il venerdì 17, o il martedì 13 (SpagnaGreciaSudamerica);

·         L'associazione numerologica negativa del numero 13 si attribuisce, promo perché si pensa che Gesù Cristo sia stato crocifisso di venerdì 13, secondo perchè 13 erano i partecipanti nell'Ultima Cena, da cui sarebbe scaturito la consuetudine di evitare banchetti di tredici persone, pena la morte entro breve del tredicesimo invitato. Un'altra teoria vuole invece che un venerdì 13 del 1307 Filippo il Bello diede ordine di sterminare i cavalieri templari per impadronirsi delle loro ricchezze.

·         Nella Cabala il numero 13 viene dai tempi antichi associato con la morte, al punto che appare nella carta dei Tarocchi, raffigurante uno scheletro armato di falce, ma non sempre interpretato come rischio di morte, ma solo come presagio di cambiamenti.

·         Anche riguardo all'origine dello sfortunato 17 sussistono diverse ipotesi: una delle più famose riconduce la credenza al latino in quanto il numero 17 si scrive XVII, che anagrammato diventa VIXI (ho vissuto, quindi "sono morto"); altri sostengono risalga ad una delle più gravi sconfitte dell'esercito: la battaglia della Foresta di Teutoburgo nell'anno 9 d.C. in quella sfortunata occasione furono annientate tre intere legioni (la XVII, la XVIII e la XIX), episodio che creò un enorme turbamento a Roma e la cui eco rimase a lungo nel mondo romano. La sfortuna del 17 potrebbe essere di origine biblica: nella Genesi (7,11) è indicato che il Diluvio universale ebbe inizio il 17 del 2º mese nell'anno seicentesimo della vita di Noè.

·         In Giappone, il quattro è considerato un numero sfortunato per via del fatto che, benché si scriva diversamente, il numero, che si pronuncia "shi", ha la medesima pronuncia dell'ideogramma usato per rappresentare la morte ().


·         Si dice che rompere uno specchio porti sette anni di disgrazie: già prima dell’invenzione dello specchio si riteneva che ogni superficie riflettente fosse dotata di proprietà magiche. L’uomo preistorico che vedeva la propria immagine riflessa nell’acqua di un lago o di uno stagno poteva pensare che si trattasse di un altro sé stesso. Di conseguenza, qualunque disturbo arrecato al riflesso poteva significare un pericolo per la propria salute. La credenza si rinforzò con l’arrivo degli specchi: qui, vedendo la propria immagine distorta e spezzata nei frammenti di uno specchio rotto, diventava anche più facile credere a possibili conseguenze negative. Esisteva infatti all’epoca una credenza secondo cui la vita si rinnoverebbe ogni sette anni. Poiché uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari sette anni prima di tornare sani come prima. Inoltre lo specchio era un oggetto molto prezioso, pertanto la sua rottura avrebbe comportato una grande spesa per poterlo sostituire. Fonti da citare riporterebbero la notizia di sanzioni pecuniarie vigenti nella Repubblica Veneziana, a carico del proprietario che lo rompeva, in quanto il prezioso strato argenteo doveva venir recuperato ad opera delle fonderie.

venerdì 11 ottobre 2013

Il Premio alla Regina dei Racconti Brevi...


Pochi giorni fa Alice Munro ha ritirato il Premio Nobel per la Letteratura. La regina dei Racconti Brevi ha ricevuto la notizia riascoltando la segreteria telefonica.


E' la tredicesima donna a vincere il riconoscimento assegnato da Stoccolma. Seconda canadese dopo Saul Bellow. La scrittrice oltre ad avere il riconoscimento riceverà anche ottomila corone svedesi (circa 900 mila euro).


Nata nel 1931 a Wingham, cittadina dell'Ontario, cominciò a scrivere ancora adolescente. La sua prima novella, “The Dimensions of a Shadow”, fu pubblicata mentre era studentessa all'Università di Western Ontario nel 1950. Durante gli studi universitari lavorò come cameriera, raccoglitrice di tabacco e impiegata di biblioteca.

Nel 1951, Alice Laidlaw abbandonò la facoltà di Inglese per sposare James Munro e trasferirsi a Vancouver. Nei primi anni di matrimonio la coppia ebbe tre figlie, Sheila (1953), Catherine (1955) e Jenny (1957) ma Catherine morì quindici ore dopo essere venuta alla luce. Nel 1963 i Munro si trasferirono a Victoria dove aprirono la libreria “Munro's Books”. Uno stimolo decisivo per la sua carriera.

La sua prima raccolta di racconti, “La danza delle ombre felici" (Dance of the Happy Shades) del 1968 vinse il Governor General's Award. Due anni prima, nel 1966, era nata un'altra figlia: Andrea. Nel 1971 fu data alle stampe “Lives of Girls and Women”, una raccolta di storie interconnesse che fu pubblicata come romanzo - l'unico della sua carriera.

Nel 1976 il secondo matrimonio con Gerald Fremlin, un geografo, con cui si trasferì a Clinton, Ontario. Nel 1978, con la raccolta di novelle “Chi ti credi di essere?” vinse il Governor General's Literary Award per la seconda volta (saranno tre in totale). Mentre nel corso degli anni Ottanta e Novanta Munro ha regolarmente pubblicato una raccolta di racconti ogni quattro anni.


giovedì 10 ottobre 2013

Giornata Internazionale delle Bambine



Anche il Galletto assieme alla Commissione Pari Opportunità del Comune di Scandicci promuove l'iniziativa UNICEF per la seconda Giornata Internazionale delle Bambine.

martedì 8 ottobre 2013

La Strage del Vajont

da “Il Corriere della Sera”,’11 ottobre 1963, Dino Buzzati:
Un sasso è caduto in un bicchiere, l’acqua è uscita sulla tovaglia.Tutto qua. Solo che il sasso era grande come una montagna, il bicchiere alto centinaia di metri, e giù sulla tovaglia, stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi. E non è che si sia rotto il bicchiere; non si può dar della bestia a chi lo ha costruito perché il bicchiere era fatto bene, a regola d ‘arte, testimonianza della tenacia e del coraggio umano. La diga del Vajont era ed è un capolavoro. Anche dal punto di vista estetico.


La strage del Vajont è il disastro occorso il 9 ottobre 1963 nel neo-bacino idroelettrico artificiale del Vajont.


L'evento fu dovuto ad una frana caduta dal versante settentrionale del monte Toc, situato sul confine tra le province di Belluno (Veneto) e Udine (all'epoca dei fatti, ora Pordenone,Friuli-Venezia Giulia), staccatasi a seguito dell'innalzamento delle acque del lago artificiale oltre quota 700 metri (slm) voluto dall'ente gestore per il collaudo dell'impianto, che combinato a una situazione di abbondanti e sfavorevoli condizioni meteo (forti precipitazioni), e sommato a forti negligenze nella gestione dei possibili pericoli dovuti al particolare assetto idrogeologico del versante del monte Toc, innescò il disastro.
Alle ore 22.39 di quel giorno, circa 260 milioni di m³ di roccia (un volume quasi triplo rispetto all'acqua contenuta nell'invaso) scivolarono, alla velocità di 30 m/s (108 km/h), nel bacino artificiale sottostante (che conteneva circa 115 milioni di m³ d'acqua al momento del disastro) creato dalla diga del Vajont, provocando un'onda di piena tricuspide che superò di 200 m in altezza il coronamento della diga e che, in parte risalì il versante opposto distruggendo tutti gli abitati lungo le sponde del lago nel comune di Erto e Casso, in parte (circa 25-30 milioni di m³) scavalcò il manufatto (che rimase sostanzialmente intatto seppur privato della parte sommitale) riversandosi nella valle del Piave, distruggendo quasi completamente il paese di Longarone e i suoi limitrofi. Vi furono 1917 vittime di cui 1450 a Longarone, 109 a Codissago e Castellavazzo, 158 a Erto e Casso e 200 originarie di altri comuni.

Lungo le sponde del lago del Vajont, vennero distrutti i borghi di Frasègn, Le Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, Fa è e la parte bassa dell'abitato di Erto. Nella valle del Piave, vennero rasi al suolo i paesi di Longarone, Pirago, Maè, Villanova, Rivalta. Profondamente danneggiati gli abitati di Codissago, Castellavazzo, Fortogna, Dogna e Provagna. Danni anche nei comuni di Soverzene, Ponte nelle Alpi e nella città di Belluno dove venne distrutta la borgata di Caorera, e allagata quella di Borgo Piave.

La Diga oggi
Locandina del Film Vajont
del 2001


Ciò che colpisce è che la Diga del Vajont sia rimasta in piedi... a ricordo di quella terribile sera, come se essa fosse l'enorme lapide per tutte le sue anime.
La Diga oggi che troneggia ricordando le sue vittime

Marco Paolini in un modo che solo lui sa fare ci racconta la strage, proprio ai piedi della grande Diga.

domenica 6 ottobre 2013

Auguri Moulin Rouge!!!!


Il Moulin Rouge, situato nel famoso quartiere a luci rosse di Pigalle, al XVIII arrondissement di Parigi, vicino a Montmartre è uno dei più famosi locali di Parigi, inaugurato il 6 ottobre 1889 da Charles Zidler.


Il Moulin Rouge nacque sull'onda del successo del Moulin de la Galette, un ristorante danzante ricavato nel 1870 dentro un vecchio mulino a vento nella parte alta di Montmartre. Charles Ziedler e Joseph Oller, allora proprietari dell'Olympia pensarono di creare un cabaret sullo stesso stile del Moulin de la Galette a Pigalle, proprio ai piedi di Monmartre, e di costruirvi sopra un mulino ovviamente finto, vista la mancanza di vento in quella zona.

Il suo successo fu pressoché immediato, anche per il repertorio di danze e spettacoli, fra cui il celeberrimo can-can (nato dalla "quadriglia naturalistica"), assolutamente rivoluzionari per quei tempi, ma che furono ritenuti licenziosi dall'opinione pubblica e che ebbero, nel 1898, un ritrattista d'eccezione come Henry de Toulouse-Lautrec, assiduo frequentatore dei quartieri di Pigalle e Montmartre. 
Henry de Toulouse-Lautrec trovò nel locale molte fonti di ispirazione e ritrasse molti degli abituali frequentatori del locale, in particolare la ballerina Louise Weber soprannominata "La Goulue" (la golosa). Sembra che nel 1891 fosse proprio Toulouse-Lautrec a persuadere la ballerina ad abbandonare il Moulin de La Galette per il Moulin Rouge fondato due anni prima. Per l'occasione disegnò e fece stampare il famoso manifesto con la rappresentazione della "Goulue".

Durante gli inizi del XX secolo, il suo repertorio si trasformò parzialmente lasciando grande spazio all'operetta. Già nel secondo dopoguerra, gli astri nascenti della canzone francese Edith Piaf e Yves Montand concorsero ad accrescere nuovamente la notorietà di questo luogo che è ormai entrato nella sfera del mito.
Dal 1889 al 1952, presso il locale notturno parigino, vi lavorava un'orchestra stabile, con quasi settanta elementi, e con un direttore musicale fisso. L'orchestra suonava tutte le sere come apertura, il celebre can-can di Offenbach e altre musiche da ballo.

La mattina, quando il locale era chiuso, le ballerine si esercitavano in sala prove, accompagnate da un pianista.
Ancora oggi il Moulin Rouge è rimasto un'attrazione per molti turisti grazie alla sempre ricca offerta di spettacoli di intrattenimento e danza.